Giornale di diritto amministrativo (1/2026)
in tema di pubblico impiego:
- Valerio Talamo, Il lavoro pubblico in trasformazione (Giornale dir. amm. 1/2026, 5-11)
sulla cooperazione europea nel settore della difesa:
- Federico Fabbrini, La coalizione dei volenterosi a sostegno dell’Ucraina e i suoi limiti (Giornale dir. amm. 1/2026, 12-17)
sulla interdittiva antimafia:
- Antonio Chiarella, Il contratto pubblico “commissariato” e le interdittive antimafia (Giornale dir. amm. 1/2026, 18-28). Ruolo e competenze del Prefetto nel contrasto alle infiltrazioni mafiose.
sulla disciplina Vaticana dei contratti pubblici:
Decreto generale esecutivo 9.8.2025 n. 1della Segreteria per l’economia: Regolamento di attuazione della Lettera Apostolica in forma di Motu Proprio, del 19 maggio 2020, recante “Norme sulla trasparenza, il controllo e la concorrenza nelle procedure di aggiudicazione dei contratti pubblici della Santa Sede e dello Stato della Città del Vaticano” (omissis)
- Leonardo Parona, La nuova disciplina dei contratti pubblici della Santa Sede e dello Stato della Città del Vaticano (Giornale dir. amm. 1/2026, 29-39)
sulla partecipazione dei lavoratori all’impresa:
L 15.5.2025 n. 76 [GU 26.5.25 n. 120, in vigore dal 10 giugno 2025], Disposizioni per la partecipazione dei lavoratori alla gestione, al capitale e agli utili delle imprese
- Federico Caporale, La legge sulla partecipazione dei lavoratori alla gestione delle imprese (Giornale dir. amm. 1/2026, 40-51)
in tema di finanza pubblica (Carta del docente):
- Corte cost. 22.7.2025 n. 121, pres. Amoroso, red. Buscema (Giornale dir. amm. 1/2026, 52 solo massima): La norma sulla copertura finanziaria delle leggi, dettata dall’art. 81, comma 3, Cost., attiene all’estensione e alla natura della sovranità finanziaria, configurandosi, al contempo, come fondamento e limite dell’iniziativa parlamentare di spesa. Ne consegue che il principio dell’obbligo di copertura finanziaria delle spese vincola esclusivamente il legislatore, statale o regionale, e non il giudice. (Fattispecie in tema di estensione ai docenti non di ruolo con incarichi annuali della Carta del docente, originariamente prevista per i soli docenti assunti con contratto a tempo indeterminato, per un valore di 500 euro).
- (commento di) Valerio Bontempi, L’obbligo costituzionale di copertura finanziaria delle leggi vincola esclusivamente il legislatore, mai il giudice (Giornale dir. amm. 1/2026, 52-61).
in tema di annullamento d’ufficio:
- Corte cost. 26.6.25 n. 88, pres. Amoroso, red. Patroni Griffi (Giornale dir. amm. 1/2026, 62 s.m.): Il potere di riesame è diverso da quello di cui è espressione il provvedimento originario e l’interesse culturale trova adeguata tutela nel procedimento di primo grado. Pertanto, la previsione della scadenza di 12 mesi per l’esercizio del potere di annullamento degli atti autorizzatori, senza eccezioni (o distinguo) per gli interessi “sensibili”, non è manifestamente irragionevole o lesiva del principio di tutela del patrimonio storico e artistico nazionale e del principio di buon andamento della pubblica amministrazione. (Fattispecie in tema di attestato di libera circolazione di un’opera d’arte)
- (commento di) Francesca Saveria Pellegrino, Il limite temporale all’annullamento d’ufficio davanti alla Corte costituzionale (Giornale dir. amm. 1/2026, 62-75)
in tema di accesso (agli algoritmi impiegati in un procedimento amministrativo):
- Tribunal Supremo Spagna, Sala de lo Contencioso-Administrativo 3^, 11.9.25 n. 1119, sentenza Bosco (Giornale dir. amm. 1/2026, 76 s.m.): Qualora una pubblica amministrazione utilizzi un’applicazione informatica automatizzata che determina o incide sul riconoscimento di diritti o prestazioni sociali e tali decisioni non siano comprensibili né verificabili senza conoscere il funzionamento degli algoritmi impiegati, il codice sorgente dell’applicazione rientra nel diritto di accesso alle informazioni pubbliche, tutelato dall’art. 105, lett. b), della Costituzione spagnola e dalla normativa sulla trasparenza.
- (commento di) Barbara Marchetti e Juli Ponce Algoritmi, diritto di accesso e buon andamento: quale equilibrio? Il caso BOSCO (Giornale dir. amm. 1/2026, 76-87). La sentenza BOSCO afferma il diritto della Fondazione civica CIVIO di accedere al codice sorgente di un algoritmo sviluppato dall’amministrazione spagnola per stabilire la condizione di cittadino vulnerabile ai fini della concessione del bonus sociale elettrico.
sulla legittimazione a ricorrere del sindacato (avverso atti di macro-organizzazione):
- Cons. Stato V, 2.5.25 n. 3703, pres. Perotti, est. Manca (Giornale dir. amm. 1/2026, 88 s.m.): Sussiste l’interesse di un’associazione sindacale all’impugnazione di un atto di macro-organizzazione al fine di evitare l’applicazione futura della stessa delibera con riferimento agli altri settori, uffici o servizi previsti nel disegno organizzativo dell’ente (obiettivo non conseguibile attraverso la mera disapplicazione da parte del giudice ordinario), posto che l’interesse dell’associazione sindacale ricorrente, proprio perché non è un interesse di matrice individuale, non può essere limitato al solo settore interessato dal decreto del Sindaco ma si riflette sull’intera articolazione organizzativa; del resto è noto che vige anche un principio di rotazione degli incarichi dirigenziali, per cui l’assegnazione del dirigente a un determinato settore o struttura di livello dirigenziale è sempre temporanea. Da ciò l’interesse dell’associazione sindacale, a tutela delle figure dirigenziali, al corretto esercizio del potere di organizzazione dell’ente.
- (commento di) Antonio Cassatella, La tutela dell’interesse collettivo dei dirigenti pubblici: verso un’azione inibitoria atipica? (Giornale dir. amm. 1/2026, 88-95). Si esamina il tema della legittimazione e dell’interesse a ricorrere a tutela di interessi collettivi, ai fini dell’impugnazione di atti di macro-organizzazione e dei provvedimenti consequenziali da parte dei sindacati del pubblico impiego. Potenzialità della tutela inibitoria a tutela degli interessi collettivi.
in tema di silenzio:
- Cons, Stato III 2.4.25 n. 2818, pres. D’Angelo, est. Prossomariti (Giornale dir. amm. 1/2026, 96 s.m.): Il silenzio che si forma sull’istanza per il riutilizzo dei documenti contenenti dati pubblici ai sensi dell’art. 5 DLg 24.1.2006 n. 36, deve qualificarsi quale inadempimento e come tale soggetto al rito ex art. 117 c.p.a. Solamente alle ipotesi di diniego è riconosciuta la stessa tutela prevista dall’art. 25 L 7.8.1990 n. 241.
- (commento di) Agostino Sola, Il riutilizzo dei dati pubblici: quale tipologia di accesso amministrativo? (Giornale dir. amm. 1/2026, 96-107)
sul principio di risultato (nel codice contratti pubblici):
- Cons. Stato V 4.3.25 n. 1857, pres Caringella, est. Picardi (Giornale dir. amm. 1/2026, 108 s.m.): Le offerte dei partecipanti alle gare pubbliche, laddove non contengano esplicitamente elementi di difformità, idonei a tradursi in una inammissibile controproposta, devono interpretarsi come conformi al capitolato, in virtù della regola ermeneutica di conservazione degli effetti, di cui all’art. 1367 c.c., ed in ossequio al principio del risultato e del favor partecipationis.
- (commento di) Maurizio Cafagno, Il principio del risultato e i passaggi di scala (Giornale dir. amm. 1/2026, 108-116)
in tema di valutazioni tecniche della PA (vincolo culturale):
- Cons. Stato VII 17.12.24 n. 10140, pres. Caputo, est. Palmieri (Giornale dir. amm. 1/2026, 117 s.m.): Dalla sentenza Cons. Stato IV 9.4.99 n. 601, il sindacato giurisdizionale sugli apprezzamenti tecnici può svolgersi non solo in base al mero controllo formale ed estrinseco dell’iter logico seguito dall’autorità amministrativa, ma può anche verificare direttamente la correttezza delle operazioni tecniche in relazione sia al criterio tecnico utilizzato che al procedimento seguito per applicare il criterio stesso.
- (commento di) Matteo Timo, Sindacato sulla dichiarazione d’interesse culturale e collezioni artistiche (Giornale dir. amm. 1/2026, 117-126). Nella fattispecie una banca aveva impugnato il vincolo adottato dal Ministero della Cultura ai sensi dell’art. 10, comma 3, lett. e), DLg 42/2004 (codice beni culturali) su otto collezioni artistiche detenute dalla banca stessa presso uno storico palazzo vicentino, anch’esso già oggetto di autonoma dichiarazione di interesse culturale: in aggiunta, con il provvedimento gravato, l’Amministrazione aveva posto un vincolo pertinenziale tra le collezioni e il palazzo ospitante.
in tema di docenza universitaria (responsabilità disciplinare):
- TAR Roma 3^-ter, 23.6.25 n. 12252, pres. Tuccillo, est. Nappi (Giornale dir. amm. 1/2026, 127 s.m.): Costituisce illecito l’affidamento sistematico di attività didattica o scientifica, ultronea rispetto all’attività di ricerca, a soggetti terzi, ancorché interni all’ambiente accademico, come dottorandi o collaboratori. Tale condotta, anche se motivata da finalità formative, determina una surrettizia sostituzione del docente nell’esercizio di funzioni pubblicistiche e valutative, in violazione dei principi di imparzialità, correttezza e responsabilità personale della funzione accademica.
- (commento di) Martina Cardone, I confini della collaborazione tra docenti universitari e dottorandi (Giornale dir. amm. 1/2026, 127-134) (Fattispecie relativa alla sistematica delega di attività didattiche, scientifiche e gestionali a due dottorande da parte di una docente, condotta ritenuta lesiva della dignità e della credibilità della funzione accademica).
c.s.
Anche se al giurista potrebbe piacere, il diritto non può sostituirsi alla politica e non può trovare soluzioni dove non le trova la politica [da "La rivoluzione mondiale e il diritto": prolusione che V.E. Orlando, politico e giurista (1860-1952), pronunciò nel 1947 al reintegro nella cattedra universitaria abbandonata durante il regime fascista] (citazione di Matteo Sacchi, giornalista, a sostegno della tesi che il mantenimento del diritto internazionale è sempre più complesso in un mondo in cui l'ONU è impotente)